AMBIENTE SALUTE ECONOMIA: TRE PROBLEMI, UNA SOLUZIONE

AMBIENTE, SALUTE, ECONOMIA sono tre parole che sembrano descrivere tre contesti diversi ma oggi più che mai, vanno considerate un unicum.

Dobbiamo affrontare contemporaneamente sia la crisi economica, che quella sanitaria che quella climatica; occuparsi di una senza guardare alle altre non ha senso perché quotidianamente la scienza ci dimostra come sono interconnesse. Pensiamo a realtà come il Sulcis, il polo industriale di Siracusa, Taranto o la terra dei fuochi, qui aree fortemente inquinate hanno prodotto migliaia di morti e malati, tassi di disoccupazione altissimi e costi salatissimi per lo Stato che ha fornito la copertura sanitaria e milioni di euro in sussidi. Bonificare queste terre permetterebbe di diminuire il numero dei malati in futuro, creerebbe tantissimi posti di lavoro e renderebbe queste aree pulite. Tre problemi, una soluzione: un Green new deal.

5 PROPOSTE PER UNA RIPARTENZA IMMEDIATA

Insieme ai circa 7000 cittadini che hanno risposto al nostro questionario, le associazioni, gli scienziati e gli addetti ai lavori, abbiamo stabilito che queste azioni devono essere prioritarie nell’agenda della ripresa:
  1. Vogliamo ridurre sensibilmente le nostre emissioni e spendere meno in energia

    Efficientamento energetico delle abitazioni e del sistema produttivo. Reddito energetico, comunità energetiche

    Entro 5 anni: Consolidare lo strumento del SUPERBONUS, rendendolo energeticamente più ambizioso, con il potenziamento degli strumenti ad hoc per l'edilizia popolare. Contestuale implementazione di un intervento straordinario per la riqualificazione strutturale ed energetica di almeno il 30% dell'edilizia popolare e degli edifici pubblici, riqualificazione delle periferie urbane. Realizzazione di almeno 1.000 MW di nuove installazioni di impianti fotovoltaici ad uso collettivo, dedicati alla generazione di energia pulita per la popolazione in stato di fragilità economica (contrasto alla povertà energetica, attivazione di progetti di reddito energetico).


     
  2. Vogliamo cambiare il nostro modello produttivo e di consumo

    Industria, imprese, agricoltura: conversione nella logica della filiera e dell'economia circolare, abbassamento delle emissioni

    Entro 5 anni: Prolungare il programma Industria 4.0 con specifico focus su innovazione green, sostenibilità, digitalizzazione. Rimodulare progressivamente i 19 miliardi di sussidi ambientalmente dannosi fino ad azzerarli, a beneficio:

    • Della decarbonizzazione delle attività industriali più impattanti, da raggiungersi attraverso il supporto sia ad investimenti di rinnovamento in tecnologie più efficienti, sia con la sostituzione di risorse fossili con materiali di origine rinnovabile. 

    • Dell’agro-ecologia, perseguendo tanto l’obiettivo di potenziare e sostenere le filiere generative, trasparenti, eque, costruite con logiche di prossimità con i centri urbani, quanto quello di portare sulle tavole di ciascuno un cibo davvero sostenibile per l’ambiente e per la salute, riducendo drasticamente la nostra dipendenza dei pesticidi, e concretizzando il risultato di convertire a biologico almeno il 40% della superficie agricola in produzione.

    • Della realizzazione di una rete capillare di impianti tecnologici innovativi per il recupero e la trasformazione di scarti e rifiuti in materie prime seconde. 

    Vogliamo, inoltre, che tutto ciò sia costruito tenendo ben chiaro l’obiettivo di ridurre l’impatto del nostro Paese sullo sfruttamento insostenibile delle risorse e dei lavoratori in paesi in via di sviluppo. 


     

  3. Vogliamo muoverci più facilmente, di meno, senza inquinare e senza magari possedere una macchina

    Elettrificazione della mobilità e incremento della rete ferroviaria

    Entro 5 anni: Acquistare 1150 treni Regionali, metro e tram, per eliminare o ridurre al minimo le auto in ingresso nelle aree metropolitane. Potenziare le ferrovie regionali, in particolare nel sud, per 1500 km totali di rete. Realizzare l'adeguamento tecnologico di tutte le linee a binario unico e raddoppiare le tratte sature. Potenziare il trasporto merci su rotaia fino al 30% del totale della merce movimentata. Realizzare almeno 500 km di linee tram, metropolitane, BRT e 5000 km di percorsi ciclabili nelle città italiane. Aumentare le ZTL e le pedonalizzazioni. Sviluppare una rete di postazioni per la ricarica elettrica dei veicoli condivisi e privati a costo ridotto rispetto a quello dei consumi domestici, grazie ad un bilanciamento efficace della rete nazionale e all’efficientamento degli impianti di produzione di energia elettrica pulita. 


     
  4. Vogliamo scuole e università sicure e moderne, che non inquinino, e che preparino i giovani alle sfide del futuro

    Investimenti in ricerca, intervento di riqualificazione delle strutture.

    Entro 5 anni: Completare il monitoraggio della vulnerabilità sismica degli edifici scolastici. Riqualificare in ottica antisismica ed energetica almeno il 50% degli edifici, con rigenerazione delle aree adiacenti ai plessi scolastici, attraverso progetti di rinaturalizzazione e messa a dimora di alberi ed arbusti autoctoni, per un totale di almeno 5 milioni di alberi. Realizzare il processo di digitalizzazione delle scuole e delle università in tutto il territorio nazionale, ponendo definitivo rimedio al gap, emerso prepotentemente in fase di pandemia, tra nord e sud e tra aree periferiche e aree centrali. Investire nella ricerca, garantire processi trasparenti a aperti per le carriere di ricerca e insegnamento all'interno degli atenei universitari.


     
  5. Vogliamo vivere in sicurezza, senza che il territorio sia una minaccia alla nostra salute o alla nostra vita, costruiamo resilienza.

    Ristoro dei territori inquinati, a rischio idrogeologico.

    Entro 5 anni: Avviare e completare la bonifica e la messa in sicurezza di almeno il 30% dei Siti di Interesse Nazionale e Regionale. Realizzare più infrastrutture verdi a tutela della biodiversità e contro il dissesto idrogeologico e assicurare la de-impermeabilizzazione dei suoli in aree urbane, con la piantumazione di almeno 50 milioni di alberi su tutto il territorio nazionale. Migliorare la tutela dei mari, aumentando del 50% le aree marine protette e le riserve terrestri a ridosso di quelle marine, intensificando controlli e pene nei confronti dei pescatori di frodo. 


     

Covid ci ha messo all’angolo, ha portato con sé molte vite e distrutto la nostra economia, ci ha dimostrato che siamo completamente impreparati a difenderci da una crisi di questo tipo. Possiamo però reagire e costruire resilienza. Anzichè ripartire da dove avevamo lasciato e cioè nel miraggio della crescita infinita, che prevede lo sfuttamento oltre il limite delle risorse del pianeta, incurante delle generazioni che verranno, possiamo cogliere l’opportunità per cambiare rotta e ricostruire su delle base solide e positive, possiamo investire in azioni che permettano di creare nuovi posti di lavoro e allo stesso tempo affrontare la crisi ambientale.

Sostenibilità, salute e benessere diffuso devono essere i criteri su cui fondare la ripresa

Un nuovo paradigma economico

Cambiamento del paradigma economico: consumiamo troppo e per questo sfruttiamo molte più delle risorse che abbiamo a disposizione. Stati, aziende e cittadini devono contribuire a questo cambiamento.

Non solo PIL

Il PIL non può essere il termometro della salute di un paese, sono necessari anche parametri che valutano la qualità della vita (salute, gender gap, occupazione, equità sociale, istruzione, accesso ai servizi, benessere), i progressi effettuati nella lotta alla crisi climatica, la diversità ecologica.

Una società giusta

Creare una società giusta attraverso una ripartenza inclusiva, in grado di diminuire le disuguaglianze, attraverso percorsi di partecipazione attiva da parte dei cittadini che garantiscano trasparenza e responsabilità condivisa.

Green New Deal

Perché serve un Green New Deal in Italia?

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